Coaching: di cosa si tratta

Il Coaching è attualmente una professione intellettuale che in Italia rientra tra quelle non organizzate e non regolamentate, definite dalla Legge 14.01.2013 n. 4. Conseguentemente è priva di un Ordine professionale specifico di riferimento.

L’Associazione Coaching Italia defnisce il Coaching come una metodologia che si basa su una relazione di partnership paritaria (tra Coach e Cliente) che, attraverso un rapporto commerciale (di natura contrattuale), mira a riconoscere, sviluppare e valorizzare le strategie, le procedure e le azioni, utili al raggiungimento di obiettivi operativi. La relazione di Coaching viene promossa attraverso un’attività di sostegno e affiancamento, non psicologico o terapeutico e senza trattare problemi o disagi che possano riguardare la salute della persona. Il Coaching è un metodo basato sull’apprendimento attivo, privo di approccio psicodiagnostico e/o interpretativo, e non fa diagnosi di personalità, o valutazioni della persona. L’applicazione del Coaching riguarda l’offerta di contenuti orientati a sviluppare l’autonomia progettuale e realizzativa del Cliente offrendo a quest’ultimo metodi, tecniche e strumenti concreti.

Come metodo di allenamento il coaching nasce negli Stati Uniti in ambito sportivo alla fine degli anni ’80. Da metodo è diventato progressivamente una professione che trova oggi applicazione in diversi settori della vita sociale ed umana. È una professione utile, proficua ed in espansione, ma ancora in fase pionieristica, soprattutto in Italia. Per la sua flessibilità e per il fatto di essere un metodo di intervento finalizzato allo sviluppo e al cambiamento, il coaching si presta ad essere impiegato nelle aziende come nei centri sportivi, nella resa scolastica, come nella vita relazionale. La clientela potenziale è virtualmente vastissima.

Il coach non è uno psicologo, non è uno psicoterapeuta, non è un consulente. Il coach è allenatore individuale (o di gruppo) di persone “sane”. È una figura che aiuta la persona a valutare realisticamente le proprie risorse, in modo da poter fissare obiettivi raggiungibili. Come alleato del cliente, lo stimola a creare le condizioni ottimali per sfruttare al meglio le sue potenzialità, liberandosi di ostacoli e limitazioni esterni ed interni. Non entra nel merito di disagi esistenziali di origine psichica, non fornisce consigli relativi al settore o all’attività del cliente, non trova soluzioni e neanche propone metodi. A meno che non sia attuato da professionisti iscritti all’Ordine degli psicologi, l’attività del coach non è quella di psicologo. Il coach è l’allenatore che supporta l’individuo a scovare, prendere coscienza e sviluppare le sue piene potenzialità e la chiarezza degli obiettivi. È la figura che favorisce la crescita dell’autoconsapevolezza, in modo che il cliente possa studiare un piano di azione per raggiungere i risultati specifici auspicati. Elaborata la pianificazione, il coach supporta, motiva e responsabilizza il soggetto, nel passare dal pensiero all’azione, in modo che non perda il focus sull’obiettivo. Gli strumenti del coach sono l’accoglienza e l’ascolto attivo, per stabilire un rapporto di rispetto e fiducia, in cui il cliente lo percepisca come alleato e risorsa non giudicante. È un aspetto fondamentale ed un prerequisito perché l’individuo che si affida al coach si senta davvero libero di focalizzarsi sulle aree della propria sfera personale o professionale, dove auspica il miglioramento. Altro punto cardine è il saper porre domande chiare ed efficaci, in modo da aiutare il cliente a fare chiarezza attraverso le sue stesse risposte. Chi desidera fare del coaching la propria professione, deve saper ascoltare in modo profondo ed empatico, riuscendo a cogliere anche il valore dei gesti e del silenzio, oltre a quello delle parole.

Presupposti teorici del coaching:

  • ogni individuo è unico ed irripetibile;
  • una relazione di coaching è utile solo se basata sulla soddisfazione del cliente;
  • il cliente sceglie la direzione e la meta, il coach lo supporta dall’esterno;
  • il rapporto fra coach e cliente è contrattuale e chiarisce tipo di intervento e contenuti per ottenere il risultato fissato dal cliente;
  • tutte le risposte e tutte le risorse sono già nel cliente: il primo compito del coach è stimolarne l’emersione e la consapevolezza ponendo le giuste domande;
  • il rapporto di coaching parte da una domanda diretta, specifica e consapevole del cliente.

Il life/business coaching mira a:

  • chiarire, individuare e perseguire obiettivi personali e/o professionali;
  • sviluppare piani d’azione concreti per raggiungerli;
  • sviluppare capacità decisionali all’interno del proprio contesto;
  • migliorare la comunicazione (a lavoro, in famiglia, in coppia, con gli amici);
  • avere un metodo efficace nello studio e/o nel lavoro;
  • migliorare la propria posizione finanziaria;
  • trovare un equilibrio organizzativo tra la vita professionale e privata;
  • migliorare le relazioni (sentimentali, amicali, parentali, professionali, ecc.).

In caso di criticità o disagio psicologico, il cliente viene prontamente indirizzato verso le categorie professionali di riferimento.